Intervista a Dionisio Siri
Leggere un libro significa entrare in un mondo. Ma cosa succede quando abbiamo l’opportunità di incontrare chi quel mondo lo ha creato? Oggi facciamo due chiacchiere con Dionisio Siri.
INIZIO DEL VIAGGIO
Cosa ti ha portato a scrivere? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che dovevi farlo?
Scrivere per me non è stato un progetto, ma una necessità. È nato nei momenti in cui le emozioni erano troppo grandi per restare solo dentro di me. Ricordo un periodo della mia vita in cui sentivo tutto con un’intensità quasi dolorosa: l’amore, la perdita, la trasformazione. Non sapevo come contenerlo, così ho iniziato a scrivere. All’inizio erano solo pensieri, appunti, frammenti. Poi ho capito che quelle parole stavano costruendo una storia. E che quella storia, prima di tutto, stava aiutando me a capire chi stavo diventando.
LA BATTAGLIA PIÙ DURA
Qual è stata la sfida più profonda che hai incontrato scrivendo il tuo primo libro?
La sfida più difficile è stata essere onesto. Scrivere davvero significa togliere le difese. Significa raccontare anche le parti di te che vorresti nascondere: la fragilità, la paura di non essere abbastanza, i momenti in cui ti sei perso. Nel mio primo libro ho capito che non potevo proteggermi troppo. Se avessi scritto una versione più “comoda” della mia storia, non sarebbe stata vera. La battaglia più dura è stata accettare di mostrarmi vulnerabile. Ma è anche ciò che ha dato più verità al libro.
L’ORIGINE DELLE STORIE
Dove nascono le tue parole? Cosa ti ispira davvero quando crei personaggi e vicende?
Le mie storie nascono quasi sempre da incontri e momenti di vita reale. Un viaggio, uno sguardo, una frase detta nel momento giusto o sbagliato. A volte basta una notte in una città straniera per far nascere un personaggio. Non parto mai da una trama perfetta. Parto da una sensazione. Poi i personaggi prendono forma quasi da soli, come se avessero qualcosa da raccontare attraverso di me.
L’IMPRONTA CHE RESTA
Cosa vorresti che restasse dentro a chi legge il tuo libro?
Vorrei che chi legge si sentisse meno solo. Molti di noi attraversano momenti in cui pensano di essere sbagliati: quando amano troppo, quando hanno paura, quando non sanno più chi sono. Se una persona chiude il mio libro e pensa: «Quello che provo ha un senso. Non sono l’unico.» Allora la storia ha fatto il suo lavoro.
IL DIETRO LE QUINTE
Raccontaci qualcosa di te che i lettori non immaginerebbero mai.
Molti pensano che chi scrive passi le giornate immerso nei libri o nella poesia. In realtà nella mia vita quotidiana lavoro nel mondo della tecnologia e dei prodotti digitali. Passo molto tempo tra strategie, dati e sviluppo di software. La scrittura è il mio spazio opposto: il luogo in cui posso rallentare e ascoltare davvero ciò che sento.
PER CHI SOGNA DI SCRIVERE
Che consiglio daresti a chi sente il bisogno di scrivere, ma non sa da dove cominciare?
Comincia senza aspettare di essere pronto. Molti pensano di dover avere una storia perfetta o uno stile impeccabile prima di iniziare. In realtà la scrittura nasce proprio mentre scrivi. Il consiglio più semplice è questo: scrivi la verità che senti oggi. Anche se è imperfetta. Anche se non sai dove porterà. Le storie più vere non nascono dalla perfezione. Nascono dal coraggio di essere sinceri.
Ringrazio Dionisio Siri per il tempo che ci ha dedicato e per averci regalato un frammento del suo percorso.

