Di sangue e incubi” di Chandelle LaVaun: la recensione del romantasy che vi catapulterà in un regno da cui non vorrete più uscire
Questa lettura mi ha incuriosita fin dalle primissime pagine e mi ha fatto scoprire il capitolo iniziale di una saga davvero particolare: un progetto editoriale ambizioso e ricco di potenziale. Si tratta di Di sangue e incubi di Chandelle LaVaun, primo volume della saga romantasy Forgotten Kingdoms.
La particolarità di questo progetto? Forgotten Kingdoms è composta da otto romanzi scritti da otto autrici diverse. Ogni libro racconta una storia autoconclusiva, ma tutti sono legati da un filo conduttore preciso che attraversa l’intera saga:
Otto donne. Un sacrificio per salvare i loro regni. Un’occasione per riconquistare l’amore perduto.
(In collaborazione con Triskell Edizioni).
TRAMA
Un trono dimenticato reclama il suo tributo di sangue: riuscirà un’anima perduta a salvare un mondo che non ricorda di aver governato? Squarciato il Velo che separa i mondi, un’infermiera di Los Angeles viene trascinata nelle terre ancestrali di Terrea. Qui, tra le rovine di un impero un tempo glorioso, scopre di essere la Regina Vampira leggendaria, riportata in vita per impedire l’estinzione della sua stirpe. Ma il cammino verso la salvezza è sbarrato dal Principe Varan, un erede spietato e tormentato che la accoglie con odio e sospetto, pur essendo legato a lei da un destino ineluttabile. Tra oscuri riti sacrificali e una passione che brucia come un incendio tra i ghiacci, lei dovrà scegliere se reclamare una corona intrisa di segreti o fuggire dall’incubo che minaccia di divorarla. In un regno dove il tempo si è fermato, il principe Varan sarà la sua rovina o l’unica speranza per restare in vita?
LA MIA OPINIONE
Da Las Vegas al trono dei vampiri: il viaggio di Rhodelia
C’è qualcosa in questo romanzo che cattura subito, e non è soltanto la trama in sé. È il modo in cui riesce a costruire un mondo che, poco alla volta, ti avvolge.
La protagonista, Rhodelia, è un’infermiera con una vita normale, concreta, forse persino troppo ancorata alla realtà. Si trova a Las Vegas insieme alle sue sorelle per una vacanza quando, all’improvviso, tutto cambia: viene rapita e catapultata nel regno di Terrea, un mondo completamente diverso da quello che conosce. La cosa ancora più sconvolgente? Lì tutti la considerano la regina dei vampiri.
Da questo momento prende il via una storia che non parla soltanto di magia e creature fantastiche, ma anche di identità, appartenenza e scoperta di sé. Rhodelia si trova a fare i conti con verità che mettono in discussione tutto ciò che credeva di sapere. Nulla sembra accadere per caso e, pagina dopo pagina, emerge la sensazione che il suo arrivo a Terrea fosse segnato nel destino da molto tempo.
Una protagonista reale e un re difficile da decifrare
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è proprio la caratterizzazione di Rhodelia: non è l’eroina perfetta con la risposta pronta. Al contrario, si ritrova spaesata, confusa e costretta ad affrontare una realtà che non comprende. Questo rende il suo percorso credibile. Reagisce come farebbe una persona reale di fronte a qualcosa di impossibile: dubita, si interroga e cerca di capire chi sia davvero, permettendo al lettore di condividere le sue stesse identiche domande.
Il rapporto con Varan (prima principe e poi re) è tutt’altro che semplice. Tra loro c’è tensione, distanza e un passato che pesa, anche se lei non lo ricorda. Si percepisce continuamente che lui nasconde dettagli e verità che Rhodelia ancora ignora, alimentando il mistero.
Varan è un personaggio complesso, affascinante ma difficile da decifrare:
- Dietro il suo atteggiamento freddo si nascondono emozioni intense.
- Il legame con la protagonista si sviluppa su un equilibrio instabile fatto di attrazione, diffidenza e rabbia.
- La fiducia non arriva subito: le incomprensioni hanno un peso reale e l’autrice non sceglie scorciatoie, rendendo l’evoluzione del loro amore molto più credibile.
Un worldbuilding promosso a pieni voti
Un altro elemento che mi ha colpita positivamente è il worldbuilding. Terrea è un mondo costruito con cura, ricco di dettagli e capace di risultare credibile fin da subito. Non fa semplicemente da sfondo, ma influenza direttamente i conflitti della trama.
Ho apprezzato tantissimo il fatto che l’ambientazione venga scoperta poco alla volta, insieme a Rhodelia. Questo permette a chi legge di orientarsi gradualmente, senza essere sommerso da una tempesta di informazioni fin dai primi capitoli. Terrea riesce così a trasmettere un forte senso di meraviglia e spinge a voler conoscere sempre qualcosa di più sulle sue regole e sui suoi abitanti.
Il ritmo della storia funziona benissimo: la scrittura è scorrevole, coinvolgente e alterna perfettamente i momenti più leggeri ad altri più intensi, senza mai perdere la tensione narrativa. È uno di quei romanzi capaci di creare una totale immersione.
Nel complesso, Di sangue e incubi offre un ottimo equilibrio tra fantasy, romance e mistero, capace di accompagnare il lettore in un’avventura ricca di fascino. Non vedo l’ora di scoprire come si svilupperanno i prossimi regni!
A chi lo consiglio: Agli amanti del romantasy che cercano una protagonista umana e non stereotipata, a chi apprezza le storie di “vampiri regali” e a chi vuole iniziare un progetto seriale unico nel suo genere.
VALUTAZIONE
✰✰✰✰

SCHEDA TECNICA
- TITOLO: Di sangue e incubi
- SAGA: Forgotten Kingdoms – Libro 1
- AUTRICE: Chandelle LaVaun
- GENERE: Romantasy
- N PAGINE: 351
- EDITORE: Triskell Edizioni
- FORMATO: Copertina flessibile / eBook
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