Intervista a Vicky Lynch
C’è qualcosa di magico nel poter andare oltre le pagine di un libro e incontrare la voce di chi le ha scritte. Oggi vi invito a fare proprio questo, attraverso un’intervista che ci accompagnerà alla scoperta del suo percorso, delle sue ispirazioni e delle curiosità che si nascondono dietro la scrittura.
INIZIO DEL VIAGGIO
Cosa ti ha portato a scrivere? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che dovevi farlo?
Sono arrivata alla scrittura grazie alla lettura. Amo tantissimo leggere. Mi affascinavano le frasi dei libri. Quelle sequenze di parole che creavano mondi sconfinati. Mi sono chiesta se anch’io fossi in grado di farlo. Mi sono messa alla prova e presto ho iniziato a inventare situazioni, personaggi…e non mi sono più fermata.
LA BATTAGLIA PIÙ DURA
Qual è stata la sfida più profonda che hai incontrato scrivendo il tuo primo libro?
Ho passato molto tempo a costruire il mondo di “Wiz Girl”. Quando mi sono seduta davanti al computer e ho iniziato a metterlo su pagina, è stato tutto molto veloce. Forse… troppo veloce! Volevo raccontare tutto e subito e invece ho dovuto prendermi del tempo, per dare a tutti i personaggi il giusto spazio e la giusta attenzione. Non dovevo essere precipitosa. La rapidità è la mia arma segreta, ma la fretta è sempre una cattiva consigliera!
L’ORIGINE DELLE STORIE
Dove nascono le tue parole? Cosa ti ispira davvero quando crei personaggi e vicende?
Mi considero una buona osservatrice. Osservo le persone intorno a me. Noto un dettaglio, un particolare che mi incuriosisce. Prelevo quella persona dalla realtà e la inserisco nella mia mente. Le do un nome, le costruisco un passato, gli cucio addosso una storia. Sarebbe divertente se qualcuno, leggendo le mie storie, a un certo punto esclamasse: “Ehi! Ma questo tizio somiglia a me!”
L’IMPRONTA CHE RESTA
Cosa vorresti che restasse dentro a chi legge il tuo libro?
Il mio desiderio è spingere a una riflessione sul fenomeno attuale del cyberbullismo, o su temi classici come la scelta tra vendetta e perdono. Tuttavia vorrei anche la trovassero una lettura interessante e gradevole. “Wiz Girl” mescola il genere young adult con il thriller. L’ho immaginata come una serie televisiva, di quelle che divori in un week-end di binge watching. Quando inizi a discuterne, comprendi che le vicende di Baby Lynn, di Freddie Lomax, di Minimal Jack e della Cerchia hanno molto più da raccontare di quello che sembrava all’inizio.
IL DIETRO LE QUINTE
Raccontaci qualcosa di te che i lettori non immaginerebbero mai.
Sono stata vittima di bullismo a scuola. Un’esperienza che mi ha lasciato una cicatrice profonda, che la scrittura ha in qualche modo aiutato a guarire. Alcuni anni dopo la fine del liceo ho incontrato uno dei bulli che mi perseguitavano. La cosa che mi ha sorpresa è che mi ha salutata come nulla fosse. Sembrava non ricordare quello che aveva fatto, o che non lo ritenesse così grave. Mi sono chiesta cosa sarebbe successo se a lui fosse capitato quello che è capitato a me. Come reagirebbe un bullo a trasformarsi in una vittima? Quel giorno ho iniziato a creare il mondo di Baby Lynn…
PER CHI SOGNA DI SCRIVERE
Che consiglio daresti a chi sente il bisogno di scrivere, ma non sa da dove cominciare?
L’unico consiglio che posso permettermi di dare è: insisti. Se hai una storia dentro di te, quella troverà il modo di venire fuori. Non c’è nulla che può impedire a una storia di essere raccontata. Continua a scrivere, continua a leggere, continua a provare.
Ringrazio sinceramente Vicky Lynch per aver accettato il mio invito e per aver condiviso con noi il suo percorso, le sue ispirazioni e un pezzetto della sua storia. Spero che questa intervista vi abbia fatto venire ancora più voglia di scoprire le sue opere.

