Intervista a Luca Lai
Scrivere thriller significa giocare con i dubbi del lettore, costruire tensione e disseminare indizi senza svelare troppo. Ed è proprio questo il mondo narrativo di Luca Lai. Autore thriller, Luca ci racconta il suo rapporto con la scrittura, le sue ispirazioni e ciò che si nasconde dietro le storie che porta tra le pagine. Conosciamolo meglio.
INIZIO DEL VIAGGIO
Cosa ti ha portato a scrivere? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che dovevi farlo?
Non è un inizio. È una delle tappe. Il viaggio è iniziato scoprendo la passione per la lettura, e più in generale per le belle storie, in qualunque formato. Dopo la collezione di Piccoli Brividi iniziata a 8 anni, sono passato al fantasy, ho letto di un ragazzo, Cristopher Paolini, che ha iniziato a scrivere da giovanissimo. Da lì ho fatto decine di tentativi. Due, tre capitoli. Poi cestinavo tutto. Per vergogna, mancanza di organizzazione, paura di fallire. Ma ero troppo giovane. Sono arrivato al 2025. 35, quasi 36 anni. Tra lavoro e responsabilità, ho abbandonato del tutto i libri. Ma mi mancava qualcosa. Volevo costruire qualcosa che fosse mio. Solo ed esclusivamente mio. Mi sono fatto il mio piccolo film personale. Ambientato nel mio quartiere. Ho immaginato tutte le paranoie che si potessero avere in un quadro del genere e le ho rese reali.
LA BATTAGLIA PIÙ DURA
Qual è stata la sfida più profonda che hai incontrato scrivendo il tuo primo libro?
Il libro è uscito da sé. Non avevo nemmeno una trama precisa, all’inizio. Ho scoperto tutto strada facendo. È un modo di scrivere particolare, lo so. Ma mi viene naturale e non lo cambio. La difficoltà è farsi leggere. Scegliere un libro tra migliaia proposti, per di più scritto da un autore nuovo e sconosciuto, è come sparare nel buio. E parlo sia dal punto di vista dei lettori, sia da quello delle case editrici che dovrebbero valutare un investimento. Ogni giorno ne vengono scritti centinaia, e finché non si leggono, rimangono semplici copertine.
L’ORIGINE DELLE STORIE
Dove nascono le tue parole? Cosa ti ispira davvero quando crei personaggi e vicende?
Paura della perdita, rabbia verso le ingiustizie, luoghi particolarmente evocativi, notizie curiose, discorsi saltati fuori durante una festa. Tutto può essere elaborato, modificato, arricchito in funzione della trama. Per i personaggi, cerco di immaginarmi un modo di vedere il mondo. Amo raccontare in prima persona, cambiando spesso il narratore, e con lui pregi, difetti, gusti e paure.
L’IMPRONTA CHE RESTA
Cosa vorresti che restasse dentro a chi legge il tuo libro?
Dipende dal libro. In generale scrivo per sorprendere e tenere incollati alle pagine fino alla fine. C’è quella dolce nostalgia alla fine di un buon libro, che spero si provi per ogni mia opera. Ma da autore di thriller tragici, punto anche a turbare le coscienze scavando a fondo nel lato oscuro della natura umana.
IL DIETRO LE QUINTE
Raccontaci qualcosa di te che i lettori non immaginerebbero mai.
Amo i libri che scrivo. Ovvio. In realtà non ho idea di quanto piacciano agli altri. Ogni recensione positiva mi cambia la giornata, spingendomi a impegnarmi ancora. Ma non bastano mai. Ogni nuovo progetto nasconde la ricerca della perfezione, di un’opera tanto coinvolgente da essere conosciuta e apprezzata ovunque nel mondo. Ma anche così, non sarà abbastanza. Non esiste un risultato o un complimento che possa dirmi: Hai ragione. È davvero un capolavoro. E non solo per te.
PER CHI SOGNA DI SCRIVERE
Che consiglio daresti a chi sente il bisogno di scrivere, ma non sa da dove cominciare?
Scrivi. Hai in mente solo la fine? Scrivila. Il resto arriverà. Non ho tempo… domani lo faccio… magari a settembre o a gennaio… Sono cazzate. Scrivi ora. È ora che hai l’ispirazione. Ma fallo solo se non ti aspetti nulla in cambio. Perché come ho detto prima, scrivere è la parte facile. Il difficile è farsi leggere.
Ringrazio Luca Lai per essersi raccontato e per averci permesso di entrare un po’ nel suo mondo, tra scrittura, ispirazione e thriller. È stato davvero interessante scoprire qualcosa in più sul suo modo di costruire storie e dare forma alle idee.

