Fino a diventare me – Vertigine di Eryon: la distanza emotiva tra la persona che siamo e quella che eravamo
Oggi vi porto tra le pagine di Fino a diventare me – Vertigine, una storia incredibilmente intima e profonda, un romanzo che scava nel passato per parlarci direttamente al cuore. Avete presente la sensazione di guardare indietro alla vostra giovinezza e scoprire quanta strada avete fatto? È esattamente il viaggio emotivo che faremo oggi.
TRAMA
Cosa succede quando inizi a sentirti cambiare prima ancora di capire chi stai diventando? Tony ha quarant’anni e guarda indietro a una stagione precisa della sua vita: l’adolescenza. Trieste, il liceo, le strade percorse ogni giorno, il mare sullo sfondo, gli amici, i silenzi, e quella fase in cui tutto sembra più grande di come sai contenerlo. Prima di diventare un uomo, Tony è stato un ragazzo troppo sensibile per ignorare ciò che sentiva e troppo giovane per dargli davvero un nome. Vertigine racconta proprio quel tempo: non una caduta, ma un movimento interiore. Il momento in cui la memoria comincia a nascere mentre la vita sta ancora accadendo. Primo movimento della saga Fino a diventare me, è un romanzo di narrativa introspettiva e formazione emotiva su adolescenza, identità, memoria e prime fratture interiori. Per chi sa che certi anni non finiscono davvero. Restano dentro, e continuano a parlarci anche molto tempo dopo.
RECENSIONE
Ci sono cose che capiamo solo molti anni dopo. Non perché da ragazzi fossimo incapaci di vederle, ma perché, semplicemente, non avevamo ancora le parole giuste per chiamarle con il loro nome. È stato questo il pensiero che mi ha accompagnata durante la lettura di Fino a diventare me – Vertigine.
Tony ha quarant’anni quando torna con la memoria alla propria adolescenza. E la sensazione che ho avuto non è stata quella di assistere a un semplice viaggio nel passato. È come se l’uomo che è oggi si sedesse accanto al ragazzo che è stato e, finalmente, provasse ad ascoltarlo.
L’intensità e lo smarrimento dell’adolescenza
Quel ragazzo attraversa il liceo, le amicizie, i primi amori e l’incontro con Ingrid portandosi dentro emozioni che spesso sembrano più grandi di lui. Non sempre sa comprenderle. A volte non sa nemmeno cosa farsene. Le vive, semplicemente. Con tutta l’intensità e la confusione di un’età in cui basta poco perché qualcosa sembri definitivo.
Perché a quell’età è così. Una delusione non è solo una delusione. Un amore non è solo un amore. Una persona che entra nella nostra vita può improvvisamente occuparla tutta e la sensazione di non trovare il proprio posto può diventare così ingombrante da farci credere che quel posto, forse, non esista affatto.
Ed è proprio qui che, secondo me, il romanzo trova la sua parte più interessante: Tony adulto conosce già ciò che verrà dopo. Il lettore, invece, incontra quel ragazzo mentre ancora non sa dove lo porteranno le sue scelte, le sue paure e le persone che entreranno nella sua vita. C’è una distanza enorme tra quei due Tony. Eppure, pagina dopo pagina, quella distanza sembra accorciarsi.
Una struttura intima e confidenziale
Eryon costruisce una narrazione molto intima, quasi confidenziale. Non ho avuto la sensazione che Tony volesse raccontarmi una storia perfettamente ordinata. I ricordi arrivano piuttosto come spesso accade nella vita: uno ne richiama un altro, una persona riporta a una sensazione, un momento apparentemente lontano torna improvvisamente vicino.
Ed è forse proprio questa sua natura quasi diaristica a rendere il racconto così personale. Tony non sembra interessato a rendre il proprio passato più bello, più drammatico o più semplice di ciò che è stato. Lo attraversa di nuovo. Con lo sguardo dell’adulto, certo, ma senza togliere al ragazzo il diritto di aver provato tutto con quella forza.
Leggendo, mi sono ritrovata più volte a pensare a quanto siamo severi con le nostre versioni più giovani. Le guardiamo con gli occhi di chi sa già come sono andate le cose e ci chiediamo perché non abbiano capito prima, perché abbiano sofferto tanto, perché abbiano dato così tanto peso a determinate persone o situazioni.
Io oggi non lo farei. Io oggi me ne accorgerei. Io oggi saprei come reagire. Forse.
Ma Tony, a quindici anni, non sa ancora quello che Tony quarantenne ha imparato.
Cosa rappresenta la “Vertigine”
E allora anche il titolo, Vertigine, ha iniziato ad assumere per me un significato diverso. Non l’ho percepita soltanto come lo smarrimento di un adolescente davanti alle proprie emozioni. La vertigine è anche quella distanza improvvisa che si apre quando guardiamo indietro e ci rendiamo conto di quanta strada separi la persona che siamo dalla persona che eravamo.
A volte riconosciamo quel ragazzo o quella ragazza immediatamente. Altre volte ci sembra quasi un estraneo. Eppure siamo ancora noi. È questo che mi è rimasto di Vertigine: l’idea che diventare adulti non significhi cancellare chi siamo stati, né correggere retroattivamente tutte le nostre scelte. Significa, qualche volta, tornare indietro e provare finalmente a comprendere quella versione di noi che ha fatto ciò che poteva con le emozioni, le paure e le parole che aveva in quel momento.
Forse crescere è anche questo. Imparare a guardarsi indietro con occhi un po’ meno severi.
Perché leggerlo e a chi lo consiglio
Questo libro offre una profonda carezza emotiva a chiunque abbia affrontato la complessità di guardarsi indietro. La prosa è delicata e la struttura diaristica non cerca di edulcorare la realtà, ma si muove tra i flussi di memoria con un’onestà disarmante. È un’opera che riesce a dare dignità e importanza a ogni singolo turbamento giovanile, ricordandoci il valore del cammino percorso per diventare ciò che siamo oggi.
A chi lo consiglio: a chi ama la narrativa introspettiva e i romanzi di formazione che non si esauriscono nell’adolescenza, ma che dialogano attivamente con l’età adulta. È perfetto per chi cerca una narrazione calda, confidenziale e psicologicamente accurata, capace di stimolare riflessioni personali sul tempo, sulla memoria e sul perdono verso le versioni più fragili di noi stessi.

SCHEDA LIBRO
- TITOLO: Fino a diventare me — Vertigine
- SERIE: Fino a diventare me — Libro 1 di 4
- AUTORE: Eryon
- GENERE: Romanzo di formazione / Narrativa introspettiva
- N PAGINE: 264
- EDITORE: Independently published
- FORMATO: Copertina flessibile / Copertina rigida / eBook
